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martedì 4 novembre 2008

Thriller

Nel 1982 il mondo della musica, a prescindere dai gusti, cambiò per sempre quando Michael Jackson pubblicò Thriller, l'album musicale più venduto di sempre, con ben 108 milioni di copie al 2008. In occasione dell'uscita del singolo omonimo, Michael Jackson si avvalse della collaborazione del regista John Landis (Animal House, The Blues Brothers) per realizzare il videoclip più innovativo mai trasmesso fino ad allora: un vero e proprio cortometraggio diventato negli anni uno dei simboli della carriera del mutante... ehm... del cantante e degli anni '80 in generale.

Quello che né Mickael Jackson, né John Landis potevano immaginare era questo:



Qualche spiegazione, per cui devo ringraziare un utente di Youtube: questo capolavoro è tratto da Donga ("Ladro"), film del 1985 in telegu, la lingua parlata nello Stato di Andhra Pradesh, famoso per il boom del settore dell'informatica, soprattutto nelle città di Bangalore e Hyderabad. Per maggiori informazioni sul film, vi rimando alla pagina dedicata su IMDb.

Non ho altro da aggiungere.

sabato 23 febbraio 2008

Tahalka

Aaaah, che bello viaggiare sui pullman statali deluxe dell'Himachal Pradesh: comodi, spaziosi e soprattutto con una scelta delle proiezioni davvero notevole.

Ormai più di un anno fa, tornando da Shimla su uno di questi pullman, il mio sguardo, perso tra i boschi e i rilievi che si possono ammirare dalla strada che conduce verso Chandigarh e, di conseguenza, verso Delhi, fu ad un certo punto rapito dal film che l'Himachal Tourism aveva deciso di regalare a noi fortunati: Tahalka.

Diretto nel 1982 da tale Anil Sharma, il film narra dell'impresa di un commando, guidato dall'interpido maggiore Krishna Rao (Naseeruddin Shah), che deve fermare il perfido generale Dong, interpretato da Amrish Puri, che i più ricorderanno per l'eleganza con cui strappava cuori in Indiana Jones e il tempio maledetto, che, dall'impenetrabile fortezza di Dongri-La (!) nel Kashmir vuole conquistare, guarda caso, l'Asia, con un piano diabolico: ergersi sulle macerie di un conflitto tra India, Cina e Pakistan.

Perché raccontare di un film dalla trama scontata e con un finale prevedibile? Per via del generale Dong, la cui bellezza ed eleganza potete intuire dalla foto qua a fianco, a mio avviso uno dei cattivi più geniali della storia del cinema.


Abilissimo nel suonare il sitar, vi si dedica in ogni momento
di riflessione, come Sherlock Holmes con il suo violino o Dylan Dog con il suo clarinetto. Una delle scene madri del film è quella in cui Dong, vero personaggio da avanspettacolo, irato per una sconfitta subita dal suo esercito per mano del commando del maggiore Rao, suona il sitar con una foga indescrivibile, tanto da farsi sanguinare le dita, mentre il suo entourage canta e balla nella miglior tradizione bollywoodiana. Un'altra sua caratteristica saliente è la risata stridula, a cui spesso si accompagna una filastrocca mista Hindi/Inglese che gioca sulla rima tra "Dong" e "no wrong".

E che dire dei membri del commando, che oltre al maggiore Rao, sempre ligio alla divisa dell'esercito indiano, comprende una serie di personaggi con un pessimo gusto nel vestire, che assaltano fortezze vestendosi come Tony Manero?

Peronaggi improbabili, riprese discutibili, canti e balletti totalmente fuori contesto, recitazione (eccettuati il maggiore Rao e il generale Dong) pressoché inesistente... this is Bollywood!