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venerdì 8 agosto 2008

Pardonnez-moi

Da La Stampa dell'8 agosto 2008: «Stiamo lavorando perchè l’Italia possa avere una sua compagnia di bandiera dotata di una flotta di aerei moderni. Abbiamo già un piano industriale, i soci, i capitali necessari e stiamo trattando con una grande compagnia stranierae». Lo ha detto a proposito di Alitalia il premier Silvio Berlusconi. Il presidente del Consiglio ha sottolineato che la soluzione a cui lavora l’esecutivo è «opposta alla svendita ad Air France che voleva fare il precedente Governo e che comportava 7 mila esuberi. Gli esuberi ci saranno ma - ha aggiunto Berlusconi - cercheremo di ridurli».

Da Repubblica del 28 marzo 2008: [Air France] Non cede sugli esuberi ma è pronta a cercare "un accordo quadro per la gestione delle risorse umane" Air France, che in nottata ha presentato alle sigle sindacali di Alitalia la nuova proposta annunciata dal numero uno della compagnia francese Jean Cyril Spinetta. Il documento, che conferma i 2100 esuberi già anticipati, non piace ai sindacati che continuano a definirla "insufficiente" ma si dicono, tuttavia, disposti a un ulteriore confronto.

Mi sono perso io, nel periplo delle trattative Air France su Alitalia, un comunicato in cui Spinetta annunciava dal giorno alla notte 5mila esuberi in più?

In questo chiederei consigli all'amico Anecòico, che notoriamente lavora per la AirFrance (poi, quando ho tempo, ti metto anche il Permalink, tranquillo)
.

lunedì 28 luglio 2008

Le radici dell'odio

Il 26 luglio Ahmedabad, capitale economica dello Stato indiano del Gujarat, è stata dilaniata da 17 attentati, che hanno ucciso almeno 49 persone. Perché proprio Ahmedabad, una città industriale mai balzata agli onori delle cronache, se si eccettua il tragico terremoto del 2001? Ho notato che la maggior parte delle testate giornalistiche non ha approfondito il tema e, pur conscio del fatto che la mia analisi potrebbe non rivelarsi definitiva, voglio assumermi tale onere, a beneficio dei miei (pochi) lettori.

Tralasciando i ben noti avvenimenti della
Partition del 1947, quando fu sancita la divisione dell'India britannica in due nazioni, le odierne Bharat (il vero nome dell'India) e Pakistan, da cui nel 1971 si separò il Bangladesh, per capire quanto successo il 26 luglio 2008 bisogna fare un balzo indietro fino al 1980, anno in cui venne fondato il Bharatiya Janata Party, il Partito del Popolo Indiano. Ispirato alle teorie dell'Hindutva, il BJP rappresenta la voce del nazionalismo (e in molti casi del razzismo) Hindu ed ha governato il Paese dal 1998 al 2004, sotto la Guida di Atal Bihari Vajpayee, generando in molti, tra cui il Premio Nobel Amartya Sen (di cui consiglio, per capire meglio l'Hindutva, il saggio "The Argumentative Indian") il timore che lo Stato indiano, laico fin dalla sua fondazione, potesse trasformarsi in una teocrazia induista. Fortunatamente, le paure di molti non si sono concretizzate e l'India ha proseguito nel suo percorso prettamente laico.

Per capire l'altro fattore che ha dato origine agli attentati di Ahmedabad bisogna fare un altro balzo all'indietro, fino al XVII secolo, quando Babur, primo imperatore della dinastia Moghul, fece costruire ad Ayodhya una Moschea su quello che veniva considerato il luogo di nascita di Rama, uno dei principali "semidei" del Pantheon induista. Ciò nonostante, per secoli sia Induisti che Musulmani pregarono indistintamente nel sito, in una pacifica convivenza. Quattrocento anni dopo, nel 1992, un gruppo di fondamentalisti Hindu, sicuramente influenzati dalle teorie dell'
Hindutva, decisero di rimediare a quello che loro consideravano un insulto alla civiltà Hindu, demolendo la Babri Masjid e riportando alla luce il tempio che celebrava la nascita di Rama. In un nuovo clima di odio tra Hindu e Musulmani, i fatti di Ayodhya portarono a diversi scontri, verosimilmente fomentati da attivisti del BJP e dell'Hindutva.

Su tale scia, più di dieci anni dopo, Ahmedabad fu paralizzata per un mese dagli scontri tra Induisti e Musulmani. In tale scenario emerge la figura forse chiave per capire quanto successo pochi giorni fa:
Narendra Modi, Chief Minister del Gujarat, considerato uno dei più strenui sostenitori dell'Hindutva. Accusato da molti, incluso il Dipartimento di Stato americano, di aver deliberatamente ignorato, se non addirittura appoggiato, le violenze del 2002, Modi è oggigiorno oggetto di forti attacchi sia all'interno del Paese che all'estero, nonostante sia stato riconfermato al potere nel 2005.

Quindi gli attentati ad Ahmedabad, cuore economico di uno Stato a forte matrice induista, potrebbero essere un monito, per ricordare tragicamente a Modi e ai suoi che non possono aspirare a realizzare l'ideologia dell'Hindutva nel governare il Gujarat? Forse il monito va inteso come diretto a tutti i nazionalisti Hindu, in ogni parte dell'India: "se possiamo colpirvi nella vostra roccaforte, possiamo farlo ovunque".
L'eredità di un altro figlio del Gujarat è messa un'altra volta a repentaglio.

venerdì 23 maggio 2008

Nucleare sì, nucleare no


20 anni dopo il referendum che fece dire all'Italia NO al nucleare (siamo tutti bravi ad indire un referendum sull'abbandono del nucleare qualche mese dopo Chernobyl...), il Ministro Scajola ha annunciato che l'Italia farà marcia indietro, al fine di garantire una minore dipendenza energetica

Vorrei fare un paio di conti:
  • abbiamo perso 20 anni a causa del referendum;
  • la "prima pietra", ha affermato il Ministro, verrà posata nel 2013, quindi tra 5 anni;
  • in Gran Bretagna, non esattamente un Paese di lavativi, la costruzione di nuove centrali di III generazione, non richiederà meno di 10 anni, quindi in Italia ce ne vorranno facilmente 13;
  • prima ancora sarà necessario trovare un Comune disposto ad accettare sul proprio territorio una centrale nucleare, quindi aspettiamoci dieci, cento, mille Venaus.
In sostanza, arriveremo (se mai arriveremo) al nucleare con un ritardo di circa 40 anni e, se va bene, i primi benefici del nuovo piano del Governo Berlusconi arriveranno nel 2028, ossia quando i principali problemi dell'Umanità non saranno relativi alla crisi energetica, ma, cito parzialmente Albert Einstein, al trovare pietre e bastoni per combattere la Quarta guerra mondiale.

Il tempismo è tutto.

P.S. La citazione completa di Einstein è:
"Non so con quali armi verrà combattuta la Terza guerra mondiale, ma la Quarta verrà combattuta con clave e pietre".

martedì 15 aprile 2008

Il dopo elezioni

Toni pacati, congratulazioni al leader della coalizione vincente da parte di quello della coalizione sconfitta, aperture per riforme condivise. E, soprattutto, per la prima volta dalla caduta del fascismo, il simbolo della falce e martello non entra nel Parlamento italiano.

Mi sa che mi sono risvegliato in un universo parallelo, aspetto solo di vedere Spock con la barba per avere la conferma.

giovedì 27 marzo 2008

Mi sono perso qualcosa

In panciolle me ne sto (spero che abbiate compreso la citazione) e, da bravo torinese proiettato nell'era tecnologica e parecchio lontano da casa, leggo il sito internet de La Stampa. Balza agli occhi una fotogallery con i volti dei diversi possibili premier, la apro e scopro con stupore di essermi perso la maggior parte dei candidati ale elezioni politiche 2008. Qualcuno mi può aiutare ad identificare i candidati che vo ad elencare?

Flavia D'Angeli, appoggiata da Sinistra Critica (in che senso? sul punto di esplodere?).

Stefano De Luca, appoggiato dal Partito Liberale Italiano (esiste ancora?).

Bruno De Vita, di Unione Democratica per i Consumatori (seeeee, come no);

Marco Ferrando, Partito Comunista dei Lavoratori (che in foto ricorda vagamente Marx).

Luigi Ferrante, de... aspetta... Il LOTO?!?!?!? Cos'è, il partito dei drogati? A questo punto, per onestà intelettuale, tanto valeva chiamarlo "La canna".


Roberto Fiore, Forza Nuova (e la XII disposizione transitoria della costituzione?).


Stefano Montanari, lista "Per il Bene Comune" (so, da lettore del blog di Grillo, chi è, però mi lascia perplesso una sua discesa in campo).


Renzo Rabellino, lista "No Euro - I Grilli Parlanti" (guarda guarda, caso strano ritorna il vocabolo Grillo... però a ben pensarci, i nostri politici mentono decisamente più di Pinocchio).


Ah, si candida anche la Santanché? Bella donna, per carità, però mi ritorna in mente la XII disposizione, nonché la legge Scelba.


Fabiana Stefanoni, appoggiata dal Partito di Alternativa Comunista (alternativa a cosa?).


Già col bipolarismo perfetto avrei avuto estreme difficoltà a indirizzare il mio voto, ma così davvero si esagera. Mi sa che voterò il Loto, almeno la fotografia del candidato mi ispira fiducia.


P.S. Avete visto, mi sono ricordato di avere un blog: due post in due giorni, e un terzo in lavorazione :-)

mercoledì 13 febbraio 2008

USA 2008 - Forza Barack


Barack Obama rappresenta la volontà di cambiare dell'America, sia al suo interno che nel modo in cui il resto del mondo la vede.

Per questo spero che diventi Presidente.

Ad ogni modo, chiunque sarà eletto quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti d'America, sia esso repubblicano o democratico, difficilmente riuscirà a fare peggio del suo predecessore.


A meno che non sia Huckabee, ovviamente.

Forza Barack!